Scuola Guida Sicura
Fabrizio Salatini

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"Civili, consapevoli e sicuri sulla strada"

               

"La tecnologia a bordo" di Alberto Vergine

L'attenzione della stampa è puntata ormai sempre più frequentemente sull'automobile, non soltanto per la questione Rca, ma anche per quanto riguarda l'evoluzione delle tecnologie al servizio della sicurezza.
Basti pensare che una vettura «contemporanea» contiene il triplo di elettronica di quanta ve ne fosse solo dieci anni fa, e ciò concorre per molti milioni alla composizione del prezzo finale.

ABS, EPS, GPS, TCS, SeleSpeed, Airbag, Common Rail, Xeno e altre sigle e nomi stanno entrando prepotentemente nella nostra vita. In un imminente futuro possiamo aspettarci che, così come viene definita «avionica» la componente informatica degli aerei, il pacchetto elettronico delle vetture sia battezzato verosimilmente «automobilonica» o «stradotica».

La domanda che dobbiamo porci è se davvero le tecnologie (e i costi) che si nascondono dietro questi nomi e sigle, valgano quanto la pubblicità sembra farci credere. La risposta può essere sì, ma anche no. La diffusione dell'airbag, che il nuovo codice della strada renderà obbligatorio anche per il lato passeggero, ha certamente salvato numerose vite, almeno quelle di coloro che si erano ricordati di allacciare, come sempre dovrebbe essere, la cintura di sicurezza. Dobbiamo poi ricordare che anche l'ABS è un vero e proprio salvavita, se siamo in grado di governarlo senza farci spaventare dalla sua «reazione», che in certi casi può essere sorprendente. Non per niente le vetture di ultima generazione montano un dispositivo contro il «panico da frenata assistita» ("antipanic", ovviamente).
Anche i servo-meccanismi per il controllo della stabilità in curva possono divenire destabilizzanti, almeno da un punto di vista psicologico, quando non se ne sia mai provato l'uso in condizioni di «non-emergenza».

Non sembri questa una forma occulta di pubblicità alle scuole di guida sicura, come quella a cura della quale viene redatta questa rubrica, o di tutte le altre operanti in Italia. La pubblicità è dichiarata e trasparente, se anche il Legislatore ha stabilito che il recupero dei punti-patente, perduti con le infrazioni più gravi, debba avvenire con corsi di perfezionamento e pratica che non sono quelli delle tradizionali autoscuole. Infatti soltanto sotto la guida di istruttori specializzati e in aree appositamente attrezzate è possibile provare in sicurezza la frenata con e senza ABS, con ostacolo improvviso e successivo recupero di traiettoria, per non parlare di prove di perdita di aderenza in curva, per le quali è necessario trovare tracciato un adeguato percorso, in cui innocui coni di gomma facciano le veci di platani secolari, e un irrigatore agricolo riproduca la condizione della pioggia. Solo questo tipo di esperienza ci garantirà di saper affrontare la strada e il traffico avvalendoci al meglio delle tecnologie che l'industria ha reso oggi disponibili sulle nostre vetture. La ricerca in materia di sicurezza si occupa oggi intensamente non solo delle automobili ma anche delle infrastrutture (strade, segnaletica, trasmissioni via etere, ecc.).
Passerà ancora molto tempo però prima che si vedano realizzate le tracce magnetiche o elettroniche che, affogate nell'asfalto, potranno guidare le auto in tutta sicurezza, in un serpentone meccanico che si snoda tranquillo senza che al pilota (!?) occorra fare altro che digitare qualche cifra su una tastiera. Ma a quel punto non sarà meglio affidarsi al trasporto pubblico? Per adesso non basterebbe che funzionasse davvero, in tempo reale, e in tutto il Paese, almeno Isoradio, o che si potesse contare sulla segnaletica intelligente, già perfettamente funzionante in molti paesi europei?

               
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Aggiornato il: 05/04/2009