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"Alle prese con i bisonti della strada"
di Alberto
Vergine
L'elenco delle reciproche maledizioni e degli
accidenti che automobilisti e conducenti di camion si scambiano è
davvero consistente. L'individuazione delle principali cause di
queste «relazioni pericolose» può essere utile per esorcizzare la
tensione che, troppo spesso, si crea fra le due principali categorie
di utenti della strada. Per fare ciò sarebbe necessario distinguere
tra percorsi autostradali e non, e ipotizzare scenari meteorologici
diversi tra loro, ma, a questo punto, dovremmo valicare il confine
che separa la rubrica mensile dal manuale tecnico.
Ci limiteremo pertanto a segnalare i casi più eclatanti, quelli che
non si verificherebbero se ambedue le categorie rispettassero le due
norme che sembrano essere, in Italia, quelle di più difficile
applicazione: il buon senso e l'ottemperanza delle leggi.
Pioggia, anzi temporale...
Il sorpasso di un camion
fa agli automobilisti l'effetto più o meno di un salto nel buio. Se
il camion fosse dotato di paraspruzzi a tutti gli assi e ancor di
più se oltre alle sbarre laterali anti-intrusione, peraltro troppo
spesso non montate, fossero presenti anche i paraspruzzi lungo la
fiancata, il problema non sussisterebbe. Ma bisogna guardare in
faccia alla realtà.
Se allora abbiamo proprio deciso di superare, facciamolo almeno in
fretta, e possibilmente bene: se dal retrovisore sinistro riceviamo
il «via libera», inseriamo correttamente la freccia a sinistra
(prima e non dopo di iniziare la manovra!), scaliamo una marcia (in
caso di bisogno), per avere più scatto e maggiore aderenza dei
pneumatici all'asfalto, e, a sorpasso ultimato (quando cioè siamo a
una distanza di almeno 70-80 metri davanti al camion), mettiamo la
freccia a destra per comunicare il nostro nuovo cambio di direzione
e ringraziare chi non ha ostacolato la manovra. Il camionista
cordiale dirà «prego» accennando a un cambio-luci.
A proposito di temporali, ricordiamoci che è chiamato «retronebbia»,
ma il fanale rosso posteriore è utile anche in caso di pioggia, a
condizione di non farne una «arma impropria» nelle code e in tutte
quelle situazioni in cui la luce «sparata» negli occhi di chi ci
segue a pochi metri di distanza, o peggio ancora è fermo dietro di
noi al semaforo, cessa di essere uno strumento della nostra
sicurezza passiva, per diventare un elemento della nostra
maleducazione attiva.
Andatura lentissima.
È poi sempre utile ricordare che, anche se non
esiste una norma che impone il limite minimo di velocità,
un'andatura eccessivamente lenta (rispetto al tipo di strada e al
buon senso), può configurarsi comunque come «guida pericolosa» (per
se e per gli altri). Ricordiamocene quando, finito il sorpasso del
camion che ci precedeva, quasi fosse finito un incubo togliamo il
piede dall'acceleratore in modo troppo brusco. Il camionista è un
utente della strada che sta lavorando con uno strumento più
affaticante della nostra automobile. Merita, perciò, tutto il nostro
rispetto.
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