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Fabrizio Salatini

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"Civili, consapevoli e sicuri sulla strada"

               

"Alle prese con i bisonti della strada" di Alberto Vergine

L'elenco delle reciproche maledizioni e degli accidenti che automobilisti e conducenti di camion si scambiano è davvero consistente. L'individuazione delle principali cause di queste «relazioni pericolose» può essere utile per esorcizzare la tensione che, troppo spesso, si crea fra le due principali categorie di utenti della strada. Per fare ciò sarebbe necessario distinguere tra percorsi autostradali e non, e ipotizzare scenari meteorologici diversi tra loro, ma, a questo punto, dovremmo valicare il confine che separa la rubrica mensile dal manuale tecnico.
Ci limiteremo pertanto a segnalare i casi più eclatanti, quelli che non si verificherebbero se ambedue le categorie rispettassero le due norme che sembrano essere, in Italia, quelle di più difficile applicazione: il buon senso e l'ottemperanza delle leggi.

Pioggia, anzi temporale... Il sorpasso di un camion fa agli automobilisti l'effetto più o meno di un salto nel buio. Se il camion fosse dotato di paraspruzzi a tutti gli assi e ancor di più se oltre alle sbarre laterali anti-intrusione, peraltro troppo spesso non montate, fossero presenti anche i paraspruzzi lungo la fiancata, il problema non sussisterebbe. Ma bisogna guardare in faccia alla realtà.
Se allora abbiamo proprio deciso di superare, facciamolo almeno in fretta, e possibilmente bene: se dal retrovisore sinistro riceviamo il «via libera», inseriamo correttamente la freccia a sinistra (prima e non dopo di iniziare la manovra!), scaliamo una marcia (in caso di bisogno), per avere più scatto e maggiore aderenza dei pneumatici all'asfalto, e, a sorpasso ultimato (quando cioè siamo a una distanza di almeno 70-80 metri davanti al camion), mettiamo la freccia a destra per comunicare il nostro nuovo cambio di direzione e ringraziare chi non ha ostacolato la manovra. Il camionista cordiale dirà «prego» accennando a un cambio-luci. 
A proposito di temporali, ricordiamoci che è chiamato «retronebbia», ma il fanale rosso posteriore è utile anche in caso di pioggia, a condizione di non farne una «arma impropria» nelle code e in tutte quelle situazioni in cui la luce «sparata» negli occhi di chi ci segue a pochi metri di distanza, o peggio ancora è fermo dietro di noi al semaforo, cessa di essere uno strumento della nostra sicurezza passiva, per diventare un elemento della nostra maleducazione attiva.

Andatura lentissima. È poi sempre utile ricordare che, anche se non esiste una norma che impone il limite minimo di velocità, un'andatura eccessivamente lenta (rispetto al tipo di strada e al buon senso), può configurarsi comunque come «guida pericolosa» (per se e per gli altri). Ricordiamocene quando, finito il sorpasso del camion che ci precedeva, quasi fosse finito un incubo togliamo il piede dall'acceleratore in modo troppo brusco. Il camionista è un utente della strada che sta lavorando con uno strumento più affaticante della nostra automobile. Merita, perciò, tutto il nostro rispetto.

               
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Aggiornato il: 14/09/2007