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"Auto e bici, una convivenza difficile"
di Fabrizio
Salatini
La convivenza pacifica fra i vari utenti della
strada non sempre è basata sul reciproco rispetto e soprattutto sul
rispetto delle regole. Questo è tanto più vero quando a dover
convivere sono i ciclisti e gli automobilisti, soprattutto in città,
ma non solo. Flotte di psicologi si sono cimentati nella vana
ricerca del perché, quando i ruoli vengono scambiati, le regole e la
tolleranza diventano pura utopia. Il ciclista diventa
improvvisamente il depositario dell'anarchia più esasperata, e
l'automobilista si dimentica delle caratteristiche comportamentali
del mezzo a due ruote e della imprevedibilità di chi lo conduce.
Quello che poi colpisce è che entrambi sono sempre convinti di
essere nel giusto. Sono gli altri a sbagliare. Da qui scaturisce
l'intemperanza, l'arroganza, la litigiosità che caratterizza i
quotidiani scontri verbali ai quali siamo abituati. Purtroppo ciò ha
risvolti tragici: il numero dei ciclisti coinvolti in incidenti
stradali è in costante aumento, così come la mortalità, soprattutto
fra le persone anziane. Ora vediamo di formulare qualche consiglio
con la speranza che coloro che ci leggeranno abbiano la modestia di
fare un sincero esame di coscienza.
Agli automobilisti.
Nella marcia in città:
cercate per quanto possibile di prevenire il
comportamento dei ciclisti, immaginando quali sono le loro
intenzioni; agli incroci ciechi, regolati da impianto semaforico,
non partite rapidamente quando arriva il vostro via libera,
sicuramente sarete incrociati dal solito ciclista ritardatario; dopo
aver parcheggiato, non aprite le portiere senza aver controllato
scrupolosamente che non sopraggiungano ciclisti; non è obbligatorio
parcheggiare sulle piste ciclabili, costringendo i ciclisti a
spostarsi pericolosamente verso il flusso di traffico veloce!
Ne/la marcia fuori città:
quando superate un ciclista, mantenetevi ad una giusta distanza, non
sfiorateli; loro difficilmente seguono una traiettoria perfettamente
rettilinea. Avvisate sempre per tempo del vostro arrivo; incrociando
altri veicoli, e dovendo superare il ciclista, non esitate a
rallentare soprattutto se la sede stradale è stretta. Rispettateli
sempre, anche loro hanno il diritto di precedenza.
Ai ciclisti.
Nella marcia in città:
usate sempre le corsie a
voi destinate; i sensi unici vanno rispettati; non sta scritto da
nessuna parte che i marciapiedi siano un'alternativa utilizzabile.
Superare a destra una fila di veicoli fermi o in lento movimento non
vi attribuisce nessun titolo di merito; quando dovete svoltare a
sinistra, spesso conviene fermarsi a destra e attendere il momento
favorevole per attraversare l'incrocio. E, soprattutto, controllate
sempre chi vi segue: non è sufficiente segnalare la vostra
intenzione solamente con il gesto di un braccio. Se avete fatto
spesa, non appendete le sportine pesanti al manubrio, è pericoloso
per il vostro equilibrio: molto meglio è usare i cestini o le borse
fisse. Quando parcheggiate la bici fatelo con buon senso, rispettate
anche i diritti altrui; attraversando sulle strisce pedonali,
scendete di sella come prescrive il Codice della Strada.
Nella marcia fuori città:
perché quando indossate le magliette
sponsorizzate e vistosamente colorate e siete in sella alla bici «da
corsa» vi sentite in diritto di procedere almeno affiancati per tre,
e quando gli automobilisti vi richiamano giustamente alla regola
fate di tutto per ricevere coloriti consigli «sessuali»? Di notte
accendete le luci, sarete individuati per tempo; nel percorrere le
rotatorie tenetevi scrupolosamente sulla vostra destra, controllate
attentamente i veicoli che vi circondano e indicate chiaramente
quale direzione intendete prendere.
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